
15 Ott 2025 CREDITI D’IMPOSTA 2026
🔧 TRANSIZIONE 4.0 E 5.0 VERSO LA FINE CON UNA POSSIBILE RINASCITA
📅 DAL 2026 DOVREBBE PALESARSI UN NUOVO INCENTIVO UNICO PER LA DOPPIA TRANSIZIONE DIGITALE E SOSTENIBILE
La partita degli incentivi a supporto della trasformazione digitale e green delle imprese italiane è entrata in una fase di profondo rinnovamento.
Con la fine del 2025, termineranno infatti le misure Transizione 4.0 e Transizione 5.0, strumenti che negli ultimi anni hanno sostenuto la modernizzazione del sistema produttivo.
Il Governo ha annunciato l’intenzione di sostituirli con una nuova misura unica, operativa dal 2026, che unificherà i due piani in un incentivo integrato per la doppia transizione digitale ed ecologica.
🌍 TRANSIZIONE 5.0: UNA MISURA PARTITA IN RITARDO
Nata come evoluzione del Piano 4.0, la Transizione 5.0 aveva l’obiettivo di premiare gli investimenti in digitalizzazione e efficientamento energetico.
La sua struttura, però, ha inizialmente rallentato l’attuazione del beneficio fiscale: la complessità delle procedure e le rigide soglie di risparmio energetico richieste ne hanno limitato l’impatto nei primi mesi.
Solo con gli interventi correttivi — Faq, semplificazioni operative e la Legge di Bilancio 2025 — il credito d’imposta ha iniziato a produrre risultati concreti.
Secondo il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, l’utilizzo dell’incentivo cresce oggi di circa 300 milioni di euro al mese, con una previsione di 2,5 miliardi di risorse utilizzate entro fine anno, ancora lontano però dai 6,3 miliardi previsti dal PNRR.
🧭 IL NUOVO INCENTIVO 2026
Per il periodo successivo, il Governo punta su un credito d’imposta unico che combinerà gli obiettivi di Transizione 4.0 e 5.0, finanziato con risorse nazionali, e dunque libero dai vincoli e dalle tempistiche del PNRR.
Le ipotesi in discussione prevedono:
🔹 Un’ aliquota di base per tutti gli investimenti in digitalizzazione e innovazione;
🔹 Una maggiorazione per i progetti che dimostrino riduzioni misurabili nei consumi energetici o nelle emissioni;
🔹 L’eliminazione del principio DNSH (Do No Significant Harm), che aveva escluso le aziende energivore dal piano 5.0;
🔹 L’obiettivo di creare un meccanismo più semplice, automatico e inclusivo, capace di garantire accesso a un maggior numero di imprese.
Questo approccio “ibrido” mira a superare il meccanismo rigido del 5.0, che subordinava l’intero beneficio al raggiungimento di specifiche soglie di risparmio energetico.
💶 RISORSE E DURATA
Le risorse stanziate per la nuova misura non sono ancora definitive.
Si ipotizza un budget complessivo di circa 4 miliardi di euro, ma la cifra potrà variare in base all’andamento delle spese sul piano 5.0, che potrebbe raggiungere e superare le previsioni iniziali.
Sul piano temporale, si parla di un orizzonte triennale per garantire stabilità e visione alle imprese; tuttavia, le ipotesi più realistiche indicano una durata annuale o biennale, in linea con l’attuale legislatura.
⏱ TEMPISTICHE E PROSSIMI PASSI
Affinché la nuova misura sia operativa dal 2026, sarà necessario che il provvedimento venga approvato entro fine 2025, senza ulteriori decreti attuativi.
Il calendario, tuttavia, è serrato: la revisione del PNRR dovrà ottenere l’approvazione definitiva dell’Ecofin entro il 13 novembre 2025, dopo la quale seguirà il decreto legge di riallocazione delle risorse.
Un ritardo nell’iter potrebbe comportare un vuoto temporaneo di incentivi nei primi mesi del 2026.
🎯 CONCLUSIONE
Il nuovo incentivo del 2026 rappresenterà una svolta strategica per la politica industriale italiana: un sistema più semplice, inclusivo e sostenibile, capace di accompagnare le imprese nella doppia transizione digitale ed ecologica.


