01 Lug 2025 TRANSIZIONE 5.0
⚙️ CONTINUITÀ DEGLI INCENTIVI E UN “BUON” PROTEZIONISMO EUROPEO:
COSÌ SI TUTELA IL MADE IN ITALY DELLE MACCHINE UTENSILI
In un contesto di forte incertezza economica e geopolitica, il settore delle macchine utensili italiane chiede con forza misure concrete e di lungo termine. Lo ha ribadito Riccardo Rosa, Presidente di UCIMU – Sistemi per Produrre, in occasione del Made in Italy Innovation Forum 2025, evidenziando la necessità di garantire la continuità degli incentivi alla transizione industriale e introdurre forme di protezionismo mirato a difesa del comparto europeo.
🪙 INCENTIVI TRANSIZIONE 5.0: UN’OPPORTUNITÀ DA NON SPRECARE
Le misure dei piani Transizione 4.0 e 5.0 si sono dimostrate fondamentali per stimolare gli investimenti delle imprese italiane in tecnologie avanzate, digitalizzazione e sostenibilità. Tuttavia, l’avvicinarsi della scadenza del 31 dicembre 2025 e l’incertezza normativa rischiano di interrompere bruscamente questa spinta innovativa.
Secondo UCIMU, è essenziale prorogare la validità del piano Transizione 5.0 per consentire un utilizzo pieno ed efficace delle risorse disponibili (6,2 miliardi di euro), che rappresentano un potenziale volano da oltre 15 miliardi di euro di fatturato per il settore.
L’esperienza passata ha dimostrato che la discontinuità degli incentivi genera blocchi negli investimenti e indebolisce il mercato interno. Serve una visione strategica a lungo termine, ha sottolineato Rosa.
🔧 MACCHINE UTENSILI: UNA TRASFORMAZIONE PROFONDA IN CORSO
Negli ultimi anni, le aziende rappresentate da UCIMU hanno avviato un importante processo di modernizzazione del parco macchine, integrando soluzioni digitali avanzate e puntando su efficienza energetica e automazione. Tuttavia, il bisogno di rinnovamento rimane elevato: l’età media del parco macchine italiano, rilevata nel 2019, resta superiore ai 14 anni.
In questo contesto, le politiche di incentivo hanno un ruolo strategico, sia per stimolare l’adozione di nuove tecnologie, sia per sostenere la competitività internazionale delle imprese italiane.
🔋TRA DAZI USA E TRANSIZIONE ALL’ELETTRICO: I FATTORI ESTERNI CHE FRENANO IL COMPARTO
Oltre all’incertezza normativa interna, il settore deve confrontarsi con dinamiche globali sfidanti.
Tra queste:
- Dazi americani: pur essendo attualmente al 10%, generano effetti collaterali sull’intera filiera, riducendo la competitività delle imprese europee che esportano negli Stati Uniti.
- Transizione all’elettrificazione del comparto automotive: una trasformazione strutturale che richiede l’adattamento delle tecnologie produttive e genera, nel breve termine, una riduzione della domanda per alcuni tipi di macchinari tradizionali.
Rosa ha affermato anche che l’impatto della transizione all’elettrico è ancora più profondo di quello legato ai dazi. Cambia radicalmente la domanda di tecnologia e impone nuovi investimenti in ricerca e sviluppo.
➡️ LA PROPOSTA DI UCIMU: UN PROTEZIONISMO EUROPEO A TUTELA DEL VALORE INDUSTRIALE
Per rispondere a queste sfide, UCIMU propone l’introduzione di un “protezionismo intelligente”, che vincoli l’utilizzo dei fondi europei – come quelli del PNRR – all’acquisto di beni strumentali prodotti in Europa. Un approccio già adottato in ambito energetico con i pannelli solari, ma ancora assente per il comparto machinery.
Non si tratta di chiudersi al mercato globale, ma di evitare che i fondi europei incentivino la concorrenza extra-UE, mettendo in difficoltà i produttori continentali.
✅ CONCLUSIONI
Innovazione, programmazione e tutela della filiera industriale europea: sono questi i tre pilastri su cui deve poggiare la strategia per sostenere il comparto delle macchine utensili, un’eccellenza del Made in Italy.
Con un supporto mirato e stabile, il settore può continuare a crescere, esportare e contribuire in modo significativo alla transizione digitale e green della manifattura europea.


